Il sovraindebitamento in Italia non è soltanto una questione economica, ma un fenomeno che riflette trasformazioni sociali, dinamiche familiari e cambiamenti nei percorsi di vita. È quanto emerge dall’ultima analisi dell’Osservatorio Finsight di Bravo, fintech internazionale specializzata nella gestione, ristrutturazione e prevenzione del debito, che ha indagato il legame tra esposizione debitoria, stato civile e differenze di genere.
Lo studio ha analizzato un campione di quasi 20.000 persone, con un debito medio vicino ai 30.000 euro, offrendo una fotografia dettagliata di come il debito si distribuisca nelle diverse configurazioni familiari.
Debito e genere: una prevalenza maschile
Il primo dato che emerge riguarda la distribuzione per genere: il 70,8% delle persone sovraindebitate è uomo, mentre le donne rappresentano il 29,2% del campione. Una differenza significativa che riflette dinamiche reddituali, professionali e di esposizione al credito spesso differenti tra uomini e donne.
Tuttavia, analizzando lo stato civile, il quadro diventa più articolato e meno lineare.
Il peso degli impegni familiari: coniugati al primo posto
Le persone sposate costituiscono la quota più ampia del campione, pari al 51,7%. Questo dato può essere interpretato alla luce della maggiore incidenza di impegni finanziari di medio-lungo periodo nei nuclei familiari strutturati: mutui, prestiti per ristrutturazioni, finanziamenti per auto o spese familiari.
Gli impegni continuativi nel tempo richiedono una stabilità reddituale costante; eventuali cambiamenti nella situazione lavorativa o nella capacità di spesa possono rendere più complessa la gestione del debito.
Celibi e nubili: esposizione più contenuta e maggiore equilibrio
Celibi e nubili rappresentano il 37,4% dei casi analizzati. In questa categoria la distribuzione tra uomini e donne è più equilibrata rispetto al dato generale.
L’assenza di un nucleo familiare strutturato può tradursi, in media, in una minore esposizione finanziaria, con impegni più flessibili e meno vincolati a spese ricorrenti di lungo periodo.
Divorzi, separazioni e vedovanza: le transizioni che cambiano l’equilibrio economico
Uno degli elementi più interessanti riguarda divorziati e separati, che rappresentano complessivamente il 7,4% del campione. In questo caso si osserva un’inversione rispetto alla prevalenza maschile generale: tra le donne analizzate, il 6,2% è divorziato e il 4,1% separato, contro rispettivamente il 3,5% e il 2,7% degli uomini.
La fine di un’unione comporta spesso una ridefinizione degli equilibri economici, con una redistribuzione delle spese e delle responsabilità finanziarie. In alcuni casi, questo passaggio può incidere maggiormente sulle donne.
Il divario si accentua ulteriormente tra i vedovi, che rappresentano il 2% del totale: le donne incidono per il 4,4% sul totale femminile, mentre gli uomini si fermano all’1,1%. Anche in questo caso, la perdita del coniuge può modificare profondamente la struttura economica individuale.
Il sovraindebitamento come fenomeno legato ai momenti di transizione
Come sottolinea Federico Poo Esteban, Country Manager Commerciale di Bravo in Italia:
Il sovraindebitamento è un fenomeno che tende a emergere con maggiore evidenza in corrispondenza di passaggi rilevanti nella vita personale e familiare. Il dato relativo alle persone coniugate evidenzia la presenza del fenomeno anche in nuclei familiari con impegni finanziari strutturati nel tempo. Allo stesso modo, l’incidenza osservata tra persone divorziate, separate o vedove segnala come alcune transizioni possano comportare una ridefinizione degli equilibri economici individuali. Questi elementi confermano l’importanza di strumenti di analisi e gestione attenti alle diverse configurazioni familiari e all’evoluzione degli impegni finanziari nel tempo.
Il debito, quindi, non si manifesta soltanto in contesti di instabilità economica evidente, ma può emergere anche in fasi di trasformazione personale.
Il ruolo delle fintech nella gestione e prevenzione del debito
L’analisi di Bravo evidenzia quanto sia fondamentale comprendere le dinamiche familiari e di genere per sviluppare soluzioni finanziarie sostenibili. In Italia, la fintech ha già supportato oltre 20.000 individui e famiglie, gestendo un portafoglio superiore a 148 milioni di euro, con più di 10.000 negoziazioni concluse e quasi 105 milioni di euro di debiti estinti.
L’approccio data-driven e personalizzato consente di calibrare interventi sulle reali capacità economiche delle persone, con l’obiettivo non solo di ristrutturare il debito esistente, ma di prevenire situazioni di sovraindebitamento strutturale.
Una questione economica e culturale
Il quadro che emerge dimostra che il sovraindebitamento è strettamente legato ai cicli di vita, alle scelte familiari e ai cambiamenti personali. Comprendere questi fattori è essenziale per sviluppare politiche, strumenti e servizi finanziari capaci di accompagnare le persone lungo tutto il loro percorso economico.
In un contesto di crescente complessità finanziaria, l’analisi dei dati e l’attenzione alle variabili sociali diventano leve strategiche per costruire modelli di gestione del debito più inclusivi, sostenibili e orientati al lungo periodo.